avatar

Espeira

INIZIATIVE

COVISIONE / SUPERVISIONE PER CONDUTTORI DI GRUPPI DI GENITORI

L'assciazione E-spèira ripropone anche quest’anno un gruppo di covisione/supervisione (max 6 membri), rivolto sia a psicoterapeuti che stanno già conducendo gruppi di genitori, sia a chi sta pensando di formare un gruppo di questo tipo.

Il gruppo sarà co-condotto da Giovanna Bosco e Velia Bianchi Ranci.
La cadenza degli incontri sarà: 1 volta al mese al sabato mattina, a partire dalle 10,30
Luogo: Associazione E-spèira, via G. da Procida 37, MILANO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

cliccare su NEWS/PER TUTTI (barra azzurra del menu di navigazione in alto) 

oppure scrivere a info@espeira.it

 

NUOVE GENITORIALITA'

Segnaliamo un'iniziativa del Centro Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti che il 29 novembre 2017 presso la Casa della psicologia in Milano affronta il tema delle nuove genitorialità tra desideri, natura e cultura, con particolare riferimento a OMOGENITORIALITA' e PROCREAZIONE ASSISTITA.

http://www.cmp-spiweb.it/documenti/Nuove-genitorialita-2017-11-29.pdf

Una stanza tutta per lei

Presentazione

Caso emblematico quello di Nina, con una storia traumatica  fatta di maltrattamenti, abusi, rifiuti fin dalla più tenera età, inviata alla collega Teresa Mutalipassi per una "valutazione delle capacità genitoriali". Adolescente nell’aspetto nonostante i suoi 25 anni, Nina riversa sull’interlocutrice un fiume di parole spezzate e accavallate, spesso incomprensibili, tanto che per cercare di capire il “groviglio spaventoso di spaventi ed abbandoni” bisogna “ascoltare e guardare anche altro” : il suo corpo minuto, cresciuto a stento, cui sembra affidare il compito di parlare per lei attraverso i tatuaggi infantili, i colori sgargianti dei capelli, le tensioni ed i dolori,  quel suo muoversi continuamente sulla sedia che evoca il “corpicino di un neonato lasciato in uno spazio vuoto, esposto e non contenuto”, e così via. “Lasciare spazio alle immagini, ai suoni e alle emozioni associate a questi è stato l’unico modo per capire qualcosa di lei e del suo mondo” ci dice Teresa.  E dopo aver segnalato che non vede per Nina la possibilità di una terapia “canonica”, si pone e pone al lettore molte importanti domande.  Si tratta dunque di uno scritto fortemente interlocutorio, continua a leggere…

IMMAGINI: riflessioni sul Seminario del 15 ottobre

di Velia Ranci

Come seguito alle nostre riflessioni sull’indicibile emerse nel Seminario di marzo abbiamo scelto per il Seminario di ottobre il tema dell’immagine.
Abbiamo fatto questa scelta perché il nostro lavoro ci ha fatto toccare con mano quanto possa essere importante un’immagine, nei momenti in cui la relazione  si fa emotivamente impegnativa e difficile. Un’immagine che ci si presenta alla mente e che riusciamo a condividere, col paziente o col gruppo, è quella che permette di dare un significato e di imprimere una svolta alla relazione e al processo terapeutico.
 
 Le esperienze evocate nel Seminario del 15 ottobre mi hanno fatto riflettere su quanto le immagini si impongano alla mente; perché si impongono, si sostituiscono al pensiero di parole, in momenti emotivamente impegnativi.  Momenti in cui si è dentro all’immagine, ci si immerge nell’immagine. Questa è l’impressione che mi ha suggerito il racconto di Pierluigi.
 Durante un’escursione in montagna Pierluigi si accorge che un masso enorme sta precipitando nella sua direzione. continua a leggere…

Seminario 12 marzo – Elaborare l’indicibile: I MATERIALI

Pubblichiamo, a cura dell’Associazione E-spèira, i materiali del Seminario del 12 marzo 2016, dal titolo: “Elaborare l’indicibile”. In questo testo il lettore potrà trovare:
-la sintesi della relazione introduttiva di Giovanna Bosco e degli interventi di Velia Ranci e Pierluigi Sommaruga
- la sintesi della discussione e delle comunicazioni che sono circolate ‘nel’ Seminario, e dei contributi scritti nati ‘dal’ Seminario e messi a disposizione da alcuni tra i partecipanti: Christian Colautti, Vera De Luca, Chiara Marazzini, Luciana Monzi, Teresa Mutalipassi.
- proposte e desideri di approfondimento
Lanciando uno sguardo verso il futuro, pensiamo di continuare la riflessione, organizzando  un secondo incontro sullo stesso tema dopo l’estate. La pubblicazione di questi materiali ha anche lo scopo di permettere a chi fosse interessato ad approfondire la questione dell’ “indicibile”, di potersi inserire in questo percorso di ricerca, e di partecipare al prossimo  incontro. 

 

Sintesi della relazione introduttiva di Giovanna Bosco

La relatrice introduce il tema del seminario segnalando due immagini – tratte dalla propria esperienza clinica, dall’attività di supervisione e dalla letteratura, che rappresentano un disagio riguardante continua a leggere…

L’abisso del vuoto, il tumulto del pieno

di Gloria Santone Marti

Introduzione di Giovanna Bosco
Riproponiamo qui, nel Circolo on-line, questo scritto di Gloria Santone Marti, già pubblicato nella sezione Esperienze del Bollettino E-spèira n.2. Il testo descrive due percorsi psicoterapeutici in cui si è scelto di introdurre il disegno partendo da due problemi opposti ma speculari: nel primo caso la difficoltà del paziente a comunicare con le parole, nel secondo una verbosità incessante e tumultuosa. Un 'vuoto' di cui non si intravvede il fondo e un 'troppo pieno',  che sono entrambi sentiti dalla terapeuta come rischio di sterilità, impedimento allo sviluppo di un processo realmente trasformativo.

Gloria era una psicoterapeuta che faceva parte dell’Associazione E-spèira e che aveva coraggiosamente imboccato, già alcuni anni prima della sua prematura scomparsa avvenuta alla fine del 2009, percorsi nuovi e creativi. Sono proprio i processi creativi a lanciare un ponte che può mettere in comunicazione il mondo della Psicoanalisi con quello dell’Arte, consentendo un incontro fecondo, generativo di nuove forme terapeutiche. Si potrebbe definire il lavoro che Gloria Santone Marti presenta in questo suo scritto una Psicoterapia a mediazione artistica. Si potrebbe anche parlare di Arteterapia , se non fosse che l’originalità del suo lavoro sta proprio nel fatto che esso travalica sia i canoni tradizionali della Psicoterapia ad orientamento analitico che quelli dell’Arteterapia.

Solitamente l’Arteterapia afferma di bandire dal suo orizzonte l’attività ‘interpretativa’ per focalizzarsi  soprattutto sullo sviluppo delle cosiddette risorse 'sane' del paziente, mentre in questo lavoro di Gloria Santone non si rinuncia a 'dare senso' a tutto ciò che avviene nel campo relazionale, compreso ciò che di 'inaridito' o 'sterilmente ripetitivo" emerge attraverso l’espressione grafica. Ma con una differenza sostanziale rispetto all’'ortodossia' psicoanalitica: la psicoterapeuta non si pone qui come ‘osservatrice neutrale’ che interpreta ciò che il paziente esprime sulla base di un determinato modello esplicativo della Psiche da cui discende un 'sapere già saputo'. La sua formazione, orientata in senso 'relazionale intersoggettivo' la porta invece a mettersi in gioco, a partecipare allo sviluppo di una relazione dialogica in cui entrambi i co-protagonisti si comunicano reciprocamente i loro vissuti e danno 'nuovo senso' alle rispettive espressioni grafiche.

Così ad esempio scrive l’autrice: “Andrea mi fa notare che il mio albero ha una chioma molto colorata, mentre il tronco è talmente nero da sembrare carbonizzato. Mentre disegnavo non mi ero accorta di quel contrasto: sotto qualcosa di inaridito e sopra tanta vita.  Notiamo che il disegno di Andrea è l’opposto: sotto la vita e sopra rami secchi. Nella nostra relazione è nato un primo momento di condivisione, in entrambi i disegni c’è una parte arida e una vitale (…)”  continua a leggere…

- Copyright -

Il materiale pubblicato in questo sito può essere letto e utilizzato, purchè non a fini di lucro.
Gli articoli, i numeri della Rivista e ogni altra parte riproducibile possono essere utilizzati esclusivamente per fini personali.
In caso di riproduzione, anche di brani limitati o di singole frasi, c'è l'obbligo di citare fonte e autore.